Le News

 

Roma. Il Teatro Valle si difende

 


oltremedianews.com di Nicola Gesualdo -  29.06.2014 09:52


 
 
Il Teatro Valle Occupato, a 3 anni dall'occupazione e soprattutto dalla rigenerazione, rappresenta un'esperienza vincente. Cultura e riappropriazione degli spazi abbandonati da decenni. Nonostante ciò, il teatro è sotto attacco; a rischio sgombero.
 
 
Qualche giorno addietro, dalle pagine de Il Tempo, si è appreso come il Governo sta organizzando un piano per sgomberare, soprattutto a Roma, tutte quelle occupazioni che "infastidiscono" e "disturbano" il quieto vivere del Palazzo.

Già nei mesi scorsi si è assistito a vari sgomberi: a Roma in via delle Acacie, l'AngeloMai, a difesa del quale si sono schierati moltissimi artisti di fama internazionale, l'ex Scuola Hertz ad Anagnina e alla Montagnola. Ma non solo Roma, a Cosenza, a metà maggio è stato sgomberata una palazzina con intere famiglie, la stessa cosa a Torino.

Viste le esperienze passate la preoccupazione degli occupanti del Valle cresce; il 16 agosto scorso c'è stato lo sgombero di Communia, occupazione romana del quartiere di San Lorenzo che ha cercato di riqualificare uno stabile storico, le Fonderie Bastianelli, queste ultime abbattute il 15 maggio scorso.

Tale preoccupazione è intrinseca nel comunicato degli occupanti e delle occupanti del Teatro Valle, occupato il 14 giugno 2011 in pieno centro a Roma :
Innanzitutto siamo felici di apprendere che il sindaco Marino non immagini “uno sgombero con i manganelli”.

È vero che il Teatro Valle è una ferita aperta, ma non ne è l’occupazione la causa, bensì la scellerata gestione da parte dello Stato di tutto ciò che riguarda la cultura e lo spettacolo dal vivo in questo Paese. Un buon amministratore dovrebbe riconoscere ciò che di innovativo e di buono viene dalla comunità che egli si prefigge di amministrare. Prendersi cura di un teatro del Settecento non è esattamente un atto criminale: un buon amministratore dovrebbe capire che a volte l’illegalità è una scelta ben precisa, una necessità, l’unico campo di azione in cui è consentito elaborare un’alternativa agli attuali modelli di politica culturale.

Ci piacerebbe che si ragionasse piuttosto su ciò che è legittimo o illegittimo. È legittimo che il teatro italiano sia stritolato da un sistema di tasse e dal monopolio della Siae che rendono impossibile la crescita o persino la rinascita del sistema teatrale di questo Paese? È legittimo che molte realtà istituzionali ed “eroicamente” legali non paghino attori e tecnici? È legittimo che nei teatri stabili non riesca a entrare la drammaturgia contemporanea?

Ci chiediamo quindi: è possibile immaginare un progetto innovativo che coinvolga la cittadinanza e i lavoratori dello spettacolo e della cultura? Dov’è la partecipazione in un bando pubblico? Il bando pubblico si pone il problema della collaborazione tra questi soggetti e le istituzioni o serve solo a nascondere la ferita?

Compito della politica dovrebbe essere quello di immaginare nuove forme, non solo quello di fare i guardiani della legalità.

Il nostro sindaco dovrebbe valorizzare il contributo che il Teatro Valle Occupato ha dato a questa città a fronte delle numerose realtà europee che hanno deciso di guardare a questo luogo come fonte di ispirazione.

Apprendiamo che avrà ufficialmente luogo un incontro tra il sindaco Marino e il ministro Franceschini e che il sindaco si è fatto carico di studiare il percorso di questi tre anni. A tal proposito, un mese fa si è concluso un lavoro di consultazione, voluto dall’Assessorato alla Cultura, per una soluzione condivisa sul futuro del Teatro Valle. Ci chiediamo: che fine ha fatto? Perché le diverse parti dell’amministrazione non dialogano tra loro? Crediamo sia importante che sia reso pubblico, convinti che possa essere l’occasione per rilanciare un confronto tra istituzioni e lavoratrici/lavoratori della cultura.

Vogliamo essere chiari: proponiamo un nuovo modello di gestione di un bene pubblico, un modello cooperativo e non competitivo, un modello che preservi uno spazio pubblico dalle ingerenze dei personalismi partitici e che invece coinvolga i numerosi artisti, intellettuali, giuristi e cittadini, che da tre anni lo tengono in vita.

Con buona pace di Dario Fo che è stato ben felice – meno di una settimana fa – di praticare l’illegalità nel momento in cui ha consapevolmente scelto per le prove del suo spettacolo il Teatro Valle Occupato.
                                                                                                                                                                                         

 

Occupazione di Mura di Porta Galliera.

La procura valuta il sequestro

 

 

26.06.2014 15:40
 

La Procura di Bologna ha aperto una inchiesta sull'occupazione in Mura di Porta Galliera 11 a Bologna. Con il collettivo Social Log 31 famiglie sono entrate nel palazzo, che contiene 19 appartamenti. Ci sono 29 bambini e due persone disabili. Sono famiglie di origine italiana, borsniaca, marocchina, tunisina, sudamericana e anche cinese. Molti di loro hanno subito uno sfratto oppure, spiegano, non riuscivano più a pagare l’affitto. Ad uno di loro è stata pignorata la casa dopo la perdita del lavoro.

 

https://www.radiocittadelcapo.it/archives/occupazione-mura-di-porta-galliera-la-procura-valuta-il-sequestro-142551/

 

Quando la strada è social

 

 

  unimondo.org  di  Anna Molinari  -  25.06.2014 14:40

 

Idee imprenditoriali moltiplicate per (spazi stimolanti + comunità vibranti + eventi ricchi di significato) elevati alla potenza di pratiche collaborative = impatto sostenibile. Diamo i numeri? No. Proviamo a immaginare nuove formule, ricette alchemiche per una vita migliore, per una coesione sociale che difenda il valore di gesti semplici, della condivisione, della generosità trasversale alle strade e alle generazioni, alle culture e ai quartieri.

 

E prendiamo spunto da un’iniziativa proposta la scorsa settimana a Rovereto (Trento) per parlare di Social Street, Impact Hub e H2O+. Troppe sigle, troppe esperienze, troppe parole nuove?! Avete ragione, e tutte meritano di essere approfondite un po’ di più! Quindi:

#socialstreet: è un’idea che nasce dall’esperienza di un gruppo facebook, alla faccia di chi dice che i social network snaturano i rapporti umani e sostituiscono le relazioni autentiche. Settembre 2013, Bologna. Approfittando della possibilità offerta da Facebook, i residenti di via Fondazza danno vita a un gruppo (riservato a chi vive nella zona) con l’intento di socializzare con i vicini di casa, instaurare legami con altri abitanti della propria strada, condividere bisogni e idee, scambiarsi e mettere in comune professionalità, disponibilità e conoscenze e realizzare progetti di interesse collettivo, traendone benefici altrettanto collettivi perché derivanti da una maggiore interazione sociale. Da quell’esperienza ne nascono molte altre, tra cui anche quella di Rovereto, tutte “mappate” per offrire l’occasione a chi lo desideri di unirsi e partecipare. Costi zero per un’esperienza che, come si legge sul sito, si trasforma da virtuale, a reale, a virtuosa.

 

#impacthub: qualunque azione che miri ad avere un impatto non avviene in condizioni di isolamento, ma richiede un contributo collettivo. Un centro (hub) di gravità – ma non immobile – attorno a cui gravitano reti di persone, che mette in relazione luoghi e progetti interconnessi che catalizzano l’impatto. Nato a Londra nel 2005, questo è impact hub, un mix intrigante tra laboratorio di innovazione, incubatore di imprenditoria, centro di comunità dove “il cambiamento è al lavoro” per offrire un ecosistema unico di risorse, ispirazioni e opportunità di collaborazione, fondati sulla convinzione che un mondo migliore evolve attraverso una fertile combinazione tra creatività, impegno e solidarietà convogliati verso obiettivi comuni. Ovviamente l’impatto è sociale, territoriale e sostenibile. La rete ha già ottenuto ottimi risultati ed è in continua espansione, mentre aggroviglia il mondo da Amsterdam a Trento, da Johannesburg a Singapore a San Francisco, per un totale di più di 7000 membri in 60 Paesi.

 

#H2O+: associazione del territorio, che come molte nasce in maniera informale dalla voglia di essere, essere insieme, esserci, stimolare confronti e contaminazioni di arti, culture, conoscenze ed esperienze, sostenendo creatività e criticità, incoraggiando le coscienze alla sostenibilità ambientale, economica, sociale. Con un tratto che contraddistingue e segnala uno sguardo profondo e attento: agire sui processi, lavorare sulle esperienze in divenire, considerare il risultato semplicemente come una delle tappe di un viaggio di comunicazione.

 

Adesso allora torniamo a noi, alla strada, al quartiere, ai luoghi dove si incardinano le vite disgregate tra lavoro e non lavoro, solitudini e disagi di una postmodernità che inseguiamo senza accorgerci se realmente la desideriamo. Torniamo a quella crisi che ci disorienta i sensi tra televisioni, giornali e discorsi al bar, crisi spesso come sofferenza, più raramente come opportunità per una presa di posizione. Eppure, se nulla è cambiato, la parola crisi deriva ancora da lì, dal greco krino, divido, separo, in qualche modo discerno, valuto, scelgo. E forse proprio da qui ci viene tesa un’alternativa: quella di decidere di restare dove siamo, senza allungare lo sguardo verso fughe tanto più lontane quanto più lontani siamo da noi stessi, volte a inseguire soluzioni facili quanto anonime. Che sia allora proprio questa la possibilità da cogliere? Quella di posizionarci, di renderci soggetti di cittadinanza attiva lì dove stiamo, nei nostri condomini e nelle nostre realtà locali, praticando il singolarmente impraticabile  per renderlo collettivamente realizzabile?

 

La risposta è lì, in quella formula il cui risultato potremmo essere noi.

 

Graffiti per riqualificare le aree degradate,

ieri l'accordo

 

 linchiestaquotidiano.it  -  20.06.2014 11:25

 

Graffiti per riqualificare le aree degradate, ieri l'accordo

 

CASSINO - E’ stato ufficializzato ieri nella redazione de L’Inchiesta, il via definitivo al progetto di riqualificazione degli spazi degradati della città (ma non solo fortunatamente) attraverso la street art del writing, meglio conosciuta come l’arte del graffito, del murales. E così Luca Marrone e Christian Sofia, giovanissimi artisti cassinati, in rappresentanza dei molti writers della città che da tempo avevano chiesto all’amministrazione comunale l’istituzione di un muro della legalità, hanno consegnato ieri la lettera protocollata attraverso la quale si è sancita la collaborazione con l’assessorato alle Politiche giovanili e allo Sport di cui è titolare Danilo Grossi. Quest’ultimo, coadiuvato dal consigliere nonchè presidente della commissione Servizi Sociali Andrea Velardocchia (che fin da subito aveva sposato la causa di questi ragazzi unitamente all’assessore Di Russo) ha confermato che a breve «daremo la possibilità a questi bravissimi writers di dar sfogo alla propria creatività, alla propria energia positiva, attraverso quell’arte urbana che, anno dopo anno, sta rappresentando davvero una realtà importante nel panorama artistico mondiale. Queste discipline infatti - ha poi tenuto a puntualizzare l’assessore Grossi - offrono a questi giovani cassinati un’opportunità, un’alternativa alla quotidianità dei teenager spesso arida di stimoli. In più, come nelle intenzioni di noi amministratori ma anche in quelle di questi giovani, c’è l’obiettivo di trasformare alcuni aree della città, in laboratori artistici a cielo aperto, recuperando le zone degradate ed abbellendo quelle che si intende valorizzare più di quanto già fatto in passato. Vogliamo liberare in sostanza, le energie positive dei giovani artisti della città, incanalandole in progetti seri, innovativi e soprattutto capaci di trasformare e modernizzare il volto della nostra Cassino». Dal canto suo invece Velardocchia, ha posto l’accento sulla necessità «di non disperdere quei valori importanti rappresentati dalla cultura “urban” che pervade gli interessi e le passioni di molti nostri giovani concittadini. Per fare questo - ha poi aggiunto - abbiamo individuato almeno 3 luoghi della città dove i writers portanno dar libero sfogo alla propria creatività: in primis l’area dedicata agli amici a 4 zampe ricavata di recente nella Villa Comunale di Cassino; poi, sempre nel parco cittadino, ed in collaborazione anche con gli skaters cassinati,  vogliamo trasformare il vecchio e semiabbandonato campo in cemento in un lpunto di ritrovo abbellito dai graffiti dei writers. In ultimo poi, abbiamo stabilito un accordo anche con  Skf: l’azienda  metterà infatti a disposizione alcune superfici per il tanto agognato muro della legalità». «Un progetto davvero ambizioso - hanno poi concluso Velardocchia e Grossi - che dimostra la grande attenzione dimostrata da quest’amministrazione, alle proposte e alle iniziative portate avanti dalle nuove generazioni».  

 

L'allenamento funzionale

 

19.06.2014 09:16
 

Si sente sempre più spesso parlare di allenamento funzionale, di nuove frontiere del fitness e wellness, di attrezzature che permettono movimenti più naturali rispetto ai vecchi macchinari, di allenamenti funzionali, calistenici, etc.  In questi ultimi anni forse, non si è andati verso il vero allenamento funzionale (che è assolutamente soggettivo e specifico) e questo non è certo un limite del fruitore finale del servizio, ma sicuramente di chi lo ha proposto.

 

https://www.rivistainforma.it/sport-2/il-functional-trainer-chi-e/

 

Black out della percezione:

il cervello deve mediare

 

 

25.05.2014 11:04
 

Chi si è accorto che la maglietta di Harry Potter, nel film ‘L’Ordine della Fenice’ cambiava da girocollo a scollatura in una frazione di secondo? E chi ha notato che il croissant di Julia Roberts si trasforma in una frittella nel film ‘Pretty Woman’? Se non ve ne siete resi conto, non vi preoccupate.

 

https://www.rivistainforma.it/sociale/black-out-della-percezione-il-cervello-deve-mediare/

 

Vivere insieme per combattere la crisi:

ecco il 'villaggio verticale'

 

12.04.2014 15:20
 

In Francia un gruppo di famiglie mette insieme le risorse e decide di costruire il proprio condominio, secondo principi di ecologia, mutuo aiuto e solidarietà.

 

www.today.it/cronaca/villaggio-verticale-francia.html

 

Scuola, il Pilastro "sfida" Renzi:

«Investa su prof e strumenti»

 

31.03.2014 14:55
 

Un ponte divide due luoghi geografici, Bologna e il Pilastro. Lì, ai confini della città c’è una scuola media, la Saffi, dove gli insegnanti e il dirigente lavorano eroicamente, è il caso di dirlo, inventandosi ogni giorno strategie, di lunga e breve durata, per accompagnare i ragazzi verso degli obiettivi, per offrire loro la possibilità di un futuro, così come mai nessuno ha fatto e nessuno forse farà.

 

 

https://www.unita.it/scuola/scuola-pilastro-appello-renzi-edilizia-scolastica-organici-investire-risorse-1.560647

 

Vivere è anche … Contemplare

 

25.03.2014 11:16
 

Inutile dirlo: combattere “contro il ritmo frenetico della vita moderna” (come sentenziava un vecchio slogan pubblicitario) sembra impossibile. Fronteggiando gli impegni di lavoro, casa, famiglia, adempimenti burocratici e interessi vari, il tempo da dedicare a sé stessi, o alle cose che ci piacciono, sparisce ingoiato dagli affanni quotidiani. Nei casi migliori è solo un ritaglio di tempo, diciamo “residuale”.

 

https://www.rivistainforma.it/ufficio-studi-e-ricerche/vivere-e-anche-contemplare/

 

L'ecologia della salute

 

15.03.2014 12:09
 

I moderni servizi sanitari hanno fallito nel produrre i beni promessi commenta Edward Goldsmith, che dà la colpa del fallimento alla guerra chimica contro le malattie e alla nostra decisione, come società, di subordinare i bisogni della salute agli imperativi dell'economia e dell'industria. La spesa per i servizi sanitari in tutto il mondo industriale è sfuggita di mano. In molti paesi aumenta più rapidamente del Prodotto Interno Lordo. Ovviamente occorrono drastici provvedimenti per ridurla. Ma come fare? Generalmente si dà per scontato che si tratti di un problema organizzativo. Alcuni critici appoggiano il sistema americano della libera impresa medica, altri la nazionalizzazione dei servizi medici come nel Regno Unito, mentre altri ancora sono favorevoli a una soluzione intermedia come quella francese. A guardare un po' più a fondo, diventa evidente che il problema non è l'amministrazione dei nostri servizi sanitari bensì quali servizi debbano essere forniti.

 

 

https://www.fiorigialli.it/dossier/view/3_le-arti-del-benessere/1504_ecologia-della-salute

 

IL FITNESS COGNITIVO-EMOTIVO

 

05.03.2014 12:51
 

Il fitness cognitivo-emotivo è un atteggiamento che si basa sulla convinzione di allenare quotidianamente la mente per aumentare autostima e autoefficacia. Questo continuo lavoro su di sé incide positivamente sulla vita lavorativa e sulla vita di coppia e aiuta a prevenire il disagio psicologico.

 

https://www.crescita-personale.it/autostima-psicologia/1759/fitness-cognitivo-emotivo/1155/a